Prevenzione malattie: meglio un bicchiere di vino rosso o integratori a base di resveratrolo?

Il resveratrolo, sostanza prodotta da diverse specie vegetali, risulta essere uno dei composti naturali più interessanti grazie al grande potenziale terapeutico riscontrato in campo oncologico, cardiovascolare e nelle neuropatologie, per la sua azione antinfiammatoria, attività antiossidante, effetti antiaging e trattamento del diabete.

Negli ultimi dieci anni, si sono focalizzati molti sforzi in nanoformulazioni per migliorare il potenziale terapeutico degli integratori a base di resveratrolo. Finora, sono state sviluppate prevalentemente applicazioni dermiche ed epidermiche e solo due studi hanno testato soluzioni per la somministrazione orale: le nanoparticelle solide lipidiche (chiamati linfonodi sentinella) e vettori lipidici nanostrutturati (NLCS) si sono dimostrati i veicoli più adatti alla nanoincapsulazione di resveratrolo per via orale.

Uno studio recente afferma che i parametri relativi all’efficienza d’intrappolamento del resveratrolo, sia nei linfonodi sentinella che i NLCS, risultano essere molto elevati entrambi (circa l’80%). Dunque, le nanoparticelle sviluppate con queste due tecnologie sono risultate essere stabili e la dimensione media di questi nanosistemi (<200 nm) ha confermato che sono appropriati per la somministrazione orale e l'assorbimento gastrointestinale.

Il vino sappiamo che non è solo una delle bevande più antiche e consumate al mondo, ma è anche un prodotto importante dal punto di vista nutrizionale. Tra le varietà di composti che determinano la qualità complessiva del prodotto finale, ci sono i polifenoli che, oltra a contenere naturalmente il resveratrolo, contribuiscono a diverse proprietà organolettiche, quali colore, astringenza, e sapore. L’ effetto sano dei polifenoli contenuti nei vini rossi è ben noto, non solo per la loro attività antiossidante, ma anche perché contribuiscono ad una varietà di processi biologici vitali per il nostro organismo: effetto anti-aterosclerosi, processi contro lo sviluppo di alcuni tipi di cancro legati all'età, protezione del sistema vascolare; effetti anti-trombotici ed anti-infiammatori, attività antimicrobica contro virus, batteri e epatotossine.

Una recente pubblicazione “Foods 2017” ci conferma che il resveratrolo garantisce effetti benefici maggiori se assunto con il resto della matrice polifenolica (es. Acido Gallico, Acido Siringico, Idrossitirosolo, Luteolina, Quercetina), ovvero con i principi attivi che solitamente troviamo in quantità maggiore nei vini rossi”.

Esistono antichi vitigni, riscoperti recentemente, con un’ incredibile quantità di Resveratrolo, ad esempio l’Uvalino e contiene una quantità 30-40 volte maggiore della media dei vini rossi. Nell’Ottocento, infatti, questi venivano già utilizzati come rimedio per molte malattie e recenti studi hanno confermato i benefici su cui si basavano queste credenze degli anziani.

E’ stato dimostrato che maggiore sarà la quantità di matrice polifenolica di un vino, maggiore sarà la capacità di prevenire malattie ed il vino rosso, ricco di polifenoli, offre enormi benefici se consumato regolarmente in dosaggi stabiliti idonei per il nostro organismo (≤ 2 bicchieri al giorno).

Quindi in conclusione, se volessimo utilizzare il resveratrolo al meglio, come principio attivo benefico, è consigliato o l’utilizzo di un integratore nanoincapsulato da un grasso o sorseggiando un bicchiere di vino rosso ad alto potere polifenolico per pasto.

Dunque alla salute!

Ringraziamo il nostro professionista Derry Procaccini per questo articolo

 

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