• Scritto da: admin
  • Pubblicato In: Life Coaching
  • Data Pubblicazione: 2016-12-30
  • Hits: 596
  • Commento: 0

Qui e ora: sei presente o vivi il presente?

Capire la differenza tra essere presente e vivere il presente per una nuova consapevolezza: scopri gli insegnamenti di Eckart Tolle e Fabrizio Mariotti

Immagina di essere seduto comodamente sul divano di casa tua intento a guardare un film. La storia ti prende e il protagonista sta vivendo un momento drammatico che suscita emozioni forti. Ti identifichi con lui e hai paura. Fino a quando torni in te e ti dici “ma è solo un film!” e ti godi lo spettacolo senza star male. Puoi anche decidere di guardare un altro film. Immagina che quel personaggio sei tu ora nella tua vita attuale intento a vivere il presente, e di metterti nella posizione dello spettatore così da osservare te stesso come in un film. Ci hai mai provato? Ci sei riuscito?  

 

Perché è importante essere presente: l’insegnamento di Eckart Tolle

Secondo l’insegnamento dei maestri spirituali per fare esperienza del "presente" è necessario abbandonare la mente analitica e il suo falso sé, l'ego. Tra i nostri  maestri contemporanei ricordo Eckart Tolle, autore di uno dei più bei libri sull’argomento “Il potere di adesso”. Il primo concetto chiave è che come umani abbiamo parti di noi che guidano e influenzano la nostra mente. È una specie di danza tra mente ed emozioni che generano la nostra storia e ci fanno conoscere il mondo intorno a noi. Abbiamo il pensiero che ci permette di analizzare, e le emozioni che ci dicono cosa provare. Pensieri ed emozioni creano l’ego e il dolore del corpo. L’ego ci dice cosa vogliamo: ho bisogno di una casa più grande, merito quella promozione, vorrei essere il più intelligente o il più bello. Tutto ciò che è legato al desiderio di essere meglio degli altri costituisce l’ego. Il corpo di dolore (pain body) è quella parte infantile di noi che soffre perché si sente indegno, giudicato e maltrattato. Si potrebbe identificare con quella parte di noi che desidera ardentemente il dramma. Nessuno di questi aspetti sono buoni o cattivi, anzi sono strumenti importanti che ci rendono umani e ci permettono di vivere la nostra esistenza umana nel mondo. Abbiamo anche una cosa chiamata consapevolezza che ci apre alla parte più pura di noi stessi. La consapevolezza è l'osservatore senza tempo. Quando tutti i pensieri e le emozioni sono in silenzio tutto ciò che rimane è la consapevolezza. Riuscirai a sentirla solamente quando sei presente. È molto simile a quello che provi quando per la prima volta posi gli occhi su un bellissimo panorama naturale. Per un momento senti che c’è qualcosa di più grande della tua stessa vita, alla quale sei profondamente connesso. Poi la mente irrompe e suddivide quella vista in numero di alberi o di colline, le emozioni entrano e ti fanno sentire felice o triste.

Quel momento di consapevolezza è andato e si torna ad identificarsi con pensieri ed emozioni. E qui c’è un altro concetto chiave: l’identificazione. Se ti chiedi chi sei troverai diverse risposte perché nel mondo fisico interpretiamo diversi ruoli. Siamo figli o figlie, vicini, amici, madri, padri, medici o pazienti, eroe o cattivo, vittima o carnefice. Interpretiamo ruoli anche nella nostra mente. Io sono quello intelligente, il muto, il triste, quello arrabbiato, o quello bisognoso. Ogni ruolo ha una forza tale che col tempo iniziamo a definire la nostra identità sulla base di essi. Il messaggio di questo libro è che quando riesci a essere presente puoi identificarti per qualche istante con la Coscienza senza tempo che abita ovunque nel mondo fisico e che è continuamente alla ricerca di essere presente a se stessa. E la tua personalità, il tuo ego, diventa irrilevante, non puoi più rispondere alla domanda "Chi sono io?".

Cosa si prova a essere presente

L'accesso al presente è ovunque, nel corpo, nel silenzio, nello spazio intorno a noi, e il premio è uno stato di pace interiore. Nel momento in cui siamo presenti, non esistono i problemi, troviamo la nostra gioia, siamo in grado di abbracciare il nostro vero Sé. E scopriamo che siamo già completi e perfetti così. Nel momento in cui ci rendiamo conto davvero, profondamente, che noi non siamo la nostra mente razionale, possiamo trovare la via d'uscita dal dolore psicologico e ritroviamo il nostro potere autentico lasciando andare la presunzione mentale di poter controllare la nostra vita, arrendendoci al flusso dell’Universo. Quando siamo presenti e accettiamo ciò che è, vediamo la nostra vita dall’alto, da fuori, smettiamo di resistere alle forze dell’Universo, accettiamo il nostro destino, osservandolo, ed entriamo in sintonia. Tutto poi tutto diventa più semplice. Potrebbe interessarti "5 piccoli passi per cambiare davvero"

La mente razionale e la mente intuitiva

Come esseri umani, abbiamo due doni sorprendenti - la capacità di pensare in modo razionale e la capacità di pensare in modo intuitivo. Siccome il mondo ha un certo ordine e una certa prevedibilità, la mente razionale può prendere decisioni motivate fondate sulla fiducia di questo sistema esterno. Tuttavia di fronte all’ignoto la mente razionale si rifiuta di lasciarsi andare all’idea che la conseguenza delle nostre azioni sia definita da fattori di circostanza pressoché sconosciuti. Ma, come disse Albert Einstein

“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”

La mente razionale appartiene all'ego, ed è al servizio di quella intuitiva, che appartiene al nostro Sé superiore. È necessaria per affrontare adeguatamente  la vita sulla Terra, ma non è sola, noi non siamo  soltanto la nostra mente razionale. Spesso si sente dire che la mente mente, che è il nostro nemico da combattere, perché ci impedisce di scoprire il nostro vero Sé. Riconoscere che noi non siamo la nostra mente razionale è il primo passo. Ma l’esperienza di diventare presente è facilitata quando la mente razionale diventa alleata della mente intuitiva e si mette al suo servizio, continuare a vederla come un nemico non aiuta di certo! Non fa altro che metterla in una zona d’ombra e inevitabilmente ciò si rivolterà contro di noi. Potrebbe interessarti "10 consigli per vivere il presente" La mente razionale è uno strumento fantastico e semplicemente possiamo aiutarla ad aprirsi e ad accettare di avere “un capo” più potente di lei. E possiamo instaurare un dialogo con la nostra mente razionale per farle capire quando è il momento di tirarsi indietro e lasciar agire la mente intuitiva, il nostro Sé superiore. Quando siamo presenti, scopriamo che la mancanza di tempo, la mancanza di denaro, la mancanza di amore che sentiamo, sono solo un'illusione. Sono la "storia" che ci raccontiamo per giustificare le situazioni nella nostra vita. Tornando presenti, alla consapevolezza del momento,  prendiamo responsabilità per quanto ci succede e ci apriamo alle molteplici possibilità che abbiamo di fronte. Torniamo spettatori della nostra vita. E possiamo decidere di guardare un altro film.

Tag:

Lascia un commento