• Scritto da: Viviana Bertoglio
  • Pubblicato In: Astrosofia e Astrologia
  • Data Pubblicazione: 2019-07-10
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Simboli, segni zodiacali e costellazioni

L’astrologia può essere molto pratica, ci permette di osservare e prevedere cose molto vicine a noi, alla nostra vita di tutti i giorni.

I simboli osservati sono dodici segni zodiacali, dodici case e dieci pianeti: il Sole (che è una stella), Mercurio, Venere, la Luna - che è il nostro satellite che assume l’importanza di un pianeta per la sua vicinanza alla Terra - Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.

Ci sono ovviamente molti altri simboli , tra i quali i più importanti sono Chirone, la Luna nera, gli Asteroidi e le Stelle fisse, che sono oggetto di studi specifici.

 

Segni zodiacali e costellazioni

In astronomia lo zodiaco è la zona della sfera celeste entro cui è compreso il percorso apparente del Sole intorno alla Terra, chiamato eclittica. Dalla Terra noi vediamo sempre una costellazione dietro il Sole. Le costellazioni attraverso cui passa il Sole nel suo percorso apparente: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Ofiuco, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci.

Se guardiamo il cielo dal punto di vista razionale, il tema natale non coincide con quello che c’è veramente in cielo in quel momento e i segni zodiacali non corrispondono con le costellazioni. Vediamo perché.

La precessione degli equinozi, astrologia tropicale e siderale

1. Il primo motivo è il fenomeno della Precessione degli Equinozi. A causa dello spostamento dell’asse attorno al quale la Terra compie la rotazione giornaliera (per la forza di attrazione di Sole e Luna), l’entrata di un pianeta in un segno zodiacale avviene in anticipo rispetto all’effettivo momento in cui un pianeta “entra in una costellazione”.

Secondo l’astrologia tropicale, quella che usiamo noi, il Sole entra in Ariete nel momento dell’equinozio di primavera, ma se guardiamo il cielo in quel preciso momento, il Sole nel cielo ha dietro si sé la costellazione dei Pesci. L’astrologia basata sulle costellazioni si chiama astrologia siderale, quella basata sui segni zodiacali e sui pianeti del sistema solare si chiama astrologia natale o solare perché guarda i movimenti interni del sistema solare e non tiene conto dei cambiamenti rispetto alle stelle fisse.

Se si considera che il ciclo è determinato dalle stagioni (astrologia tropicale) e che l’inizio è l’equinozio di primavera, si perde il legame con le costellazioni, se si tiene fermo il collegamento con le costellazioni (astrologia siderale), si perde il legame con le stagioni. Si tratta di due sistemi diversi e ugualmente validi, entrambe funzionano egregiamente a livello di affidabilità interpretativa purché li si considerino separati e non siano mescolati.

La scelta dell’astrologia tropicale è quella di considerare l’influsso delle stagioni più vicino alla vita umana rispetto all’influsso delle lontane costellazioni.

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Zodiaco tropicale e zodiaco siderale

2. In secondo luogo le costellazioni lungo l’eclittica non sono tutte uguali per ampiezza, mentre nello zodiaco tropicale ogni segno occupa una porzione pari a 30 gradi (360 gradi diviso 12 segni).

I confini delle costellazioni in cielo sono stati definiti soltanto negli anni 30 dall’Unione Astronomica Internazionale. Ma non per questo sono cambiate le regole dell’astrologia tropicale e siderale, le cui conoscenze millenarie ne confermano l’efficacia.

Si tratta sempre di definire un linguaggio univoco. Se tutti gli astrologi usano lo stesso sistema di interpretazione (e questo metodo esiste da due millenni) la coscienza collettiva crea un campo informativo che utilizza e rende efficaci le regole di quel sistema.

3. Infine i segni zodiacali sono dodici e le costellazioni sull’eclittica sono 13: la costellazione Ofiuco si trova tra lo Scorpione e il Sagittario, ma non è stata associata a un segno dall’astrologia tropicale che è basata sul numero sacro dodici.

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4. La divisione per dodici è fatta sulla base dei quattro cicli delle stagioni partendo dal 21 marzo, con l'equinozio di primavera, che per la natura rappresenta l’inizio dell’anno perché è il risveglio dopo l’inverno. L'inizio dell'anno astrologico tropicale corrisponde dunque al grado 0 dell’Ariete e coincide sempre con l’equinozio di primavera.

L’astrologia è dunque un linguaggio, una convenzione e si distacca da ciò che appare realmente nel cielo con l’osservazione diretta. Questo linguaggio funziona da millenni perché non è un linguaggio della mente razionale ma un linguaggio analogico che ci permette di entrare in contatto e di dialogare con la mente universale dove tutto è misteriosamente collegato simbolicamente.

La mente universale è più intelligente di noi e comunica con noi tramite i simboli che noi possiamo comprendere. Una volta stabilito il linguaggio e la simbologia, l’interpretazione funziona sempre.

Nel caso dell’astrologia, il sistema è molto collaudato perché utilizzato da migliaia di anni, i simboli e i significati sono chiaramente prestabiliti e quindi siamo in grado di interpretarli. L’interpretazione è comunque sempre soggettiva, certo, come del resto ci insegnano le moderne teorie della fisica, che assegnano il ruolo chiave all’Osservatore e al suo speciale unico punto di vista.

Sono passati i tempi in cui la scoperta che fosse la Terra a girare intorno al Sole metteva in dubbio l’efficacia dell’astrologia. Oggi sappiamo che la realtà esiste in quanto osservata e che cambiando il punto di vista tutto cambia. Mantenendo ben fermo il nostro punto di vista sulla Terra, tutto ciò che l’astrologia tropicale insegna resta valido ed efficace.

Il linguaggio dell’astrologia tropicale ha dunque stabilito che il momento dell’equinozio di primavera rappresenta l’inizio e che l’inizio è rappresentato dal simbolo dell’Ariete. Quindi non è importante se il Sole in cielo in quel momento, nel suo viaggio con tutto il sistema solare nella galassia, ha dietro di sé la costellazione dei Pesci.

In astrologia tropicale il punto di riferimento è interno al sistema solare, si dà importanza al ciclo delle stagioni e non si guarda il movimento che il sistema solare compie rispetto alle stelle fisse. L’astrologia siderale mantiene la connessione con le stelle fisse, ma fa fatica a determinare con precisione il punto di inizio.

Quello che conta è stabilire quali simboli utilizziamo e quale significato attribuiamo. La mente universale ci parlerà usando quei simboli.

Scienziati contro astrologi, astrologi siderali contro astrologi tropicali… Tutti contro tutti a cercare di avere ragione… Ma la cosa più importante della vita è avere ragione o essere felici?

Scegliamo il metodo che più ci risuona, lasciamo vivere chi non la pensa come noi, sviluppiamo il nostro dialogo con l’Universo e impariamo a leggere i suoi segni ovunque. Nelle stelle e nei pianeti è più facile, semplicemente perché le loro posizioni, reali o teoriche, sono facilmente calcolabili.

Conoscere l’astrologia ci aiuta a comprendere il nostro percorso nella vita. Possiamo vedere i segni zodiacali come dodici principi originari (o archetipi) che rappresentano la realtà che osserviamo fuori di noi. I segni zodiacali e i pianeti in essi situati sono il riflesso della nostra realtà interiore, e influenzano la nostra realtà esteriore, la cui co-creazione avviene insieme alla mente universale.

Chi è Viviana Queirolo Bertoglio, ideatrice di Phedros e , astrosof e life coach

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