• Scritto da: Giancarlo Merlo
  • Pubblicato In: PSYCH-K ®
  • Data Pubblicazione: 2019-04-11
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Subconscio e PSYCH-K

In questa intervista Giancarlo Merlo ci spiega come possiamo passare dalla teoria alla pratica del cambiamento intervenendo sul nostro subconscio con la tecnica PSYCH-K®

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Ecco la trascrizione dell’intervista

I vantaggi di PSYCH-K

Viviana: ciao Giancarlo ti ho chiamato perché vorrei farti una piccola intervista per spiegare un po’ meglio come funziona e quali sono i vantaggi di PSYCH-K e soprattutto come avviene la realizzazione pratica del cambiamento attraverso PSYCH-K.  
La prima domanda che quindi vorrei farti è se mi aiuti a far capire a chi ci segue come avviene  questo cambiamento, come si passa dalla teoria del cambiamento interiore a come realizzarla, a vederla finalmente nella pratica, perché molte persone che mi dicono “io sto lavorando su di me ma non vedo risultati”. 
Giancarlo: Questa è una cosa frequente ed è  una cosa che è successa in partenza a chi ha generato il metodo,  a Rob Williams: ritrovarsi in un  momento della vita in cui diciamo “certe cose sono riuscito a superarle, su altre ho  già lavorato con il massimo impegno”, oppure “ho piena consapevolezza conscia del perché e del percome di una determinata difficoltà e nonostante questo non riesco a migliorare la situazione”… beh questa è veramente una cosa molto molto frequente. Ci si trova nella condizione in cui ci si rende conto che il cambiamento che si è cercato di voler fare è avvenuto solo a livello conscio. Parlo del conscio, il famoso 5 per cento della nostra capacità totale mentale, mentre c'è il subconscio, il restante 95 per cento,  che di fatto è poi quello che sta generando quel tipo di difficoltà. Quindi se con le azioni conosce che possono essere di tanti tipi, ci sono un sacco di metodi che funzionano senza dubbio, sono riuscito a risolvere il problema,  che cosa vuol dire? Se tramite una azione conscia riesco ad esempio a superare un senso di colpa che aveva delle origini sconosciute, di natura subconscia, vuol dire che il conscio ed il subconscio sono riusciti ad allinearsi verso il mio obiettivo che era magari liberarsi dal senso di colpa. Se non ci riesco per via conscia vuol dire una cosa semplicissima: vuol dire che il subconscio non è cambiato e non mi sta accompagnando in questo. Questo è importante perché il subconscio determina totalmente come ci sentiamo a livello mentale, emozionale, fisico, spirituale, energetico. Se il subconscio ci segue e si allinea con i nostri obbiettivi  ci porta e ci mantiene automaticamente nella condizione desiderata. Chi non ha avuto difficoltà ad esempio a imparare a guidare? Bene, nel momento in cui questo è diventato automatico, e questo è tipicamente subconscio, non faremo fatica. 
Viviana: Allora quello che mi stai dicendo è che PSYCH-K  fa modificare a livello subconscio le mie convinzioni. Come fa?

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Giancarlo: In realtà è una collaborazione tra più livelli della mente. Vi porto un esempio. Immaginiamo noi come se fossimo un computer. Davanti ad un computer se c’è qualcosa che non va, supponiamo che sia la paura dell'acqua, devo riprogrammarlo nella direzione desiderata, ad esempio essere tranquillo e a mio agio nell’acqua. Nel caso di PSYCH-K potrò usare frase positive o altri strumenti che ci sono nel metodo, quello che devo fare è riuscire a riprogrammarlo per farlo funzionare in  modo differente. Ci vuole la possibilità di interagire con questo computer, comunicare, nel caso di PSYCH-K  è necessario comunicare con il livello subconscio. Questo lo si fa con dei test muscolari, più esattamente con dei test kinesiologici, che danno accesso direttamente a poter valutare com’è la situazione della programmazione del subconscio e da quel momento in poi bisogna riuscire a riprogrammarlo.
Viviana: E sì perché  la kinesiologia ti fa sapere se c'è o non c'è una certa programmazione ma poi il tema grosso di PSYCH-K è che riesce a entrar dentro e cambiarla.
Giancarlo: Nei primi sette anni di vita e sicuramente già da quando siamo in utero,  abbiamo una predisposizione del tutto naturale a “far entrare” delle informazioni che automaticamente si programmano e si fissano. Questo stato si chiama integrazione emisferica. In questo primo periodo di vita, come dicono i neuro scienziati, siamo un po’ come i pappagalli cioè prendiamo, copiamo e incolliamo tutto automaticamente. Vi faccio un esempio, se viviamo in una famiglia piena di amore è normale che nella vita poi abbiamo la capacità di amare. Se veniamo continuamente denigrati a casa, a scuola o altrove è facile che andiamo a sviluppare magari una insicurezza, forse anche molto importante. Perché? Nei primi anni di vita arrivano queste informazioni che si fissano nella memoria a lungo termine, si fissano nel subconscio e questo continuerà poi a restituirci queste informazioni nel tempo. Per poter cambiare questo dobbiamo usare lo stesso sistema che era attivato nel momento in cui le informazioni sono entrate ovvero creare quella che si chiama la condizione di integrazione emisferica. E’ una sorta di portale di apprendimento accelerato. In PSYCH-K lo si fa con delle posture ben codificate e che necessitano di essere precise, testate e verificate. Queste mettono il subconscio nelle condizioni di riprogrammarsi. Quindi ci vuole un operatore che è il nostro conscio, la nostra volontà che decida “voglio cambiare questo, voglio ottenere quell'obiettivo, liberarmi di quello stress”  o gli infiniti ipotetici possibili obiettivi. Poi ci vuole qualcosa per comunicare col subconscio come per dire: “Senti questa cosa ce l'hai non ce l'hai? Mi stai supportando o mi stai boicottando?” e quindi avere la misura di com’è la situazione, per poi utilizzare le posture che attivano il cambiamento a livello subconscio. Infine c’è la verifica con il test muscolare che ci permette di certificare che il cambiamento è avvenuto.

Il subconscio è come un computer

Se ci pensate bene è proprio quello che succede con un programma quando riprogrammiamo un computer.  Ho un problema, comunico per vedere qual è la situazione, riprogrammo e poi salvo i dati. Da quel momento in poi, questa è un'altra delle caratteristiche comuni con il subconscio, il cambiamento resta automatico, perché se salvo dei dati non li devo riprogrammare costantemente. Restano stabili nel tempo, per sempre. Ed è esattamente quello che è successo quando eravamo piccoli: qualcosa che è entrato è rimasto invariato fino a quando non lo abbiamo modificato. Dunque, ancora una volta, se l’ho modificato con le azioni consce che possono essere la meditazione, la preghiera, il pensiero positivo….  ed ha funzionato, vuol dire che anche il subconscio è cambiato. Se non è cambiato andremo a far lavorare direttamente lui, il proprietario delle informazioni nonché l’elaboratore delle stesse. Chi meglio di lui lo può fare. Se questo cambiamento non sta funzionando con gli altri metodi e tecniche consce,  sarebbe come pretendere di cambiare la programmazione di un computer parlandogli, ripetendogli: “Per favore lo so che potrei essere tranquillo nell'acqua, potrei sentirmi disteso”… parlategli  fin che volete, se non lo riprogrammate non cambierà mai. 
PSYCH-K si interessa di questo: usare le posture di integrazione emisferica ben codificate per attivare il subconscio e far sì che questo si riprogrammi nella direzione desiderata.

PSYCH-K è facile e divertente 

Viviana:  Una cosa che io trovo bella di PSYCH-K  è che si impara facilmente nel senso che non richiede una formazione approfondita in qualche campo specifico,  medico o psicologico. Anche le persone “normali” facendo un corso possono imparare le basi e le principali posture della tecnica per poi applicarle direttamente a se stessi e ai familiari senza bisogno dell'aiuto di un operatore esterno.  Poi è chiaro, se uno preferisce può farsi aiutare da un facilitatore o da un istruttore e seguire un percorso di cambiamento guidato. Ma se ha voglia di far da solo c’è un grandissimo vantaggio rispetto ad altre tecniche che di solito richiedono uno studio molto approfondito e lungo che poi è riservato magari soltanto a degli operatori.  Quindi la persona che ne usufruisce e che beneficia del servizio non ha poi l'accesso diretto a come si fa. Invece qui il come si fa è proprio disponibile, divulgabile e conoscibile da tutti, quindi trovo questa di una semplicità incredibile che riflette anche la semplicità della natura.
Giancarlo: Assolutamente. Di fatto chi aveva iniziato a studiare questo anni fa, stiamo parlando della prima metà del novecento, i primi chinesiologi educativi e non solo, aveva capito una cosa di una semplicità imbarazzante: tramite il corpo noi impariamo! Hanno poi nel tempo sviluppato una serie di posture da cui PSYCH-K attinge insieme ad altro, scoprendo che è del tutto naturale che imparare e modificare delle cose tramite il corpo.  Altrimenti  non saremmo mai evoluti e stati in grado di adeguarci all'ambiente. Questo è quanto avviene prevalentemente nei primi sette anni di vita: impariamo queste cose automaticamente per adattarci all’ambiente. Se si acquisiscono informazioni supportanti e positive sapremo muoverci bene, staremo bene  a 360 gradi, mentalmente, emozionalmente e fisicamente, eccetera. Se viviamo invece difficoltà significa che queste apprendimenti mi hanno boicottato. Se mi hanno convinto di essere stupido a scuola, ad esempio, ci sta che poi abbia qualche difficoltà a  imparare: quello è stato un apprendimento boicottante. Visto che l'attitudine naturale che passa attraverso questi stati di integrazione emisferica  si può attivare con PSYCH-K, ecco la semplicità e l’efficacia di PSYCH-K. 

Stabilire la convinzione potenziante o obiettivo che vogliamo raggiungere

A questo punto che cosa possiamo decidere di fare? Vi porto un’altra analogia. Se io voglio raggiungere un obiettivo  e non sono ancora riuscito ad arrivarci, mettiamo anche questo obiettivo sia arrivare a Venezia, che cosa posso fare? O  prendo la patente dell’auto per poterci arrivare in modo autonomo, quello che succede facendo il corso di PSYCH-K, o mi possa faccio accompagnare da un taxista, da un professionista. Anche nel caso di PSYCH.K posso apprenderlo e usarlo subito direttamente o decidere di farmi accompagnare per le mie necessità specifiche, facendo riferimento a chi lo usa a livello professionale. 

PSYCH-K si impara in un week end

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Una delle cose valide che aveva sorpreso in primis me e tantissime altre persone che avevano già fatto corsi e si erano impegnati su se stessi,  è stata proprio vedere come di fatto in un weekend veramente si acquisisce questo strumento.  Una volta che lo si ha in mano e lo si usa per un po’ di tempo, ci si rende conto della semplicità di PSYCH-K che è proprio la semplicità della natura, Queste capacità le abbiamo innate, semplicemente Rob Williams ha trovato il modo di collassarle in un metodo che fosse semplice ed efficace.  
Se ci pensate bene non è diverso dalla metafora del  computer. Siamo in un periodo storico in cui dobbiamo riuscire a cambiare in modo efficace.  La massima efficacia ce l'abbiamo a livello subconscio, paragonabile a quella di un computer. Ad oggi non possiamo più fare a meno dei computer perché abbiamo molte informazioni da elaborare, i l'evoluzione collettiva dell'umanità ha sviluppato il computer e stiamo già parlando di computer quantistici ancora più efficaci.  L'evoluzione ha anche portato a codificare metodi come PSYCH-K per la massima velocità di cambiamento.

Il Sé Superiore guida il processo

Viviana:  Un’ultima domanda: dove sta qui la crescita di consapevolezza e il fatto che ci sia un apprendimento nel percorso, che non sia una cosa solo meccanicistica? Perché chiaramente se lo identifichiamo solo con la metafora del computer sembra di andare da un meccanico che mi fa un cambiamento e sono a posto. Ci deve essere un contributo da parte di chi sta effettuando questo cambiamento di PSYCH-K, qualcosa di attivo che deve fare la persona.
Giancarlo: Assolutamente e ritorno alla metafora del viaggio. E’ la persona che decide dove voler andare, quali sono i suoi obiettivi. Non è assolutamente l'autista che decide e comunque se si vuole imparare il metodo, si apprende anche proprio a stabilire bene i propri obiettivi. E’ l'ennesimo meccanismo di collaborazione: c'è il conscio che decide definendo  in modo corretto l'obiettivo tramite delle affermazioni o altro che fa parte del metodo, per poi attivare il subconscio. Non solo, c'è un terzo livello della mente contemplato in PSYCH-K, il Superconscio.  Si  può chiamare Sé Superiore, la propria guida spirituale, guida interiore. E’ un po’ quell'occhio dall'alto che ci guida nel poter stabilire, secondo il  concetto di interconnessione, se quel cambiamento è appropriato per noi e per gli altri. Nella metafora del computer è come Google: siamo tutti in rete, è dimostrato, siamo tutti interconnessi a livello energetico. Tutto è Uno secondo la legge spirituale. Bene, chi ci può aiutare a verificare se un cambiamento che faccio su me stesso  in qualità di computer non va a interferire in rete con altri? Passatemi l’idea… ci vuole Google che in qualche modo ha tutto il sistema sotto controllo e sa se cambiando tu va bene per te a anche per gli altri. Questa guida spirituale, questo superconscio  è contattabile tramite il test kinesiologico. PSYCH-K mette insieme e un obiettivo conscio supervisionato dal superconscio che ci da l’avvallo per il cambiamento a cui segue la trasformazione del subconscio che ci porterà poi automaticamente in un nuovo stato, una nuova condizione stabile automatica e costante nel tempo. 

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