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  • Pubblicato In: Altri metodi olistici
  • Data Pubblicazione: 2018-11-12
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La magia delle candele

Le candele fanno da sempre parte della nostra vita.

Già nell'antica Roma, candele di cera vergine venivano offerte agli amici durante i saturnali, le antiche feste solstiziali dedicate a Saturno, dio della semina e del tempo.

Oggi accompagnano i nostri momenti più significativi. Non c'è torta di compleanno né cenone di San Silvestro senza una candela accesa. Rallegrano le nostre feste, vengono usate durante le cerimonie religiose, sono diventate doni per gli amici e infine ogni tanto diventano irrinunciabili per salvare la situazione durante i temporali.

Dall'antica Persia a oggi: la magia delle candele

Se guardiamo questo oggetto solo con i sensi fisici, sarà semplicemente un oggetto decorativo e piacevole, in grado di suscitare allegria, calore e dolci emozioni. Ma per chi si spinge più a fondo, oltre i confini, nel mondo sottile e misterioso, la candela è anche uno strumento magico.

Nell'antica Persia, i magi era i sacerdoti del fuoco. La stessa parola magia, deriva dall'iranico maag, che significa calore intero. Concentrarsi sulla sua fiamma, aiuta a discendere in se stessi, a realizzare desideri, a leggere attraverso le varie azioni della fiammella i segnali del futuro scritti nel grande libro della natura.

Per i buddhisti indiani, oggi la candela è la metafora dell'universo stesso: la cera è il karma, ossia l'effetto delle azioni compiute in precedenti esistenze e che ci tiene legati alla vita; lo stoppino è il simbolo delle risorse vitali. Ogni candela è diversa come pure le esistenze non sono tutte uguali.

In una candela che brilla sono racchiusi i quattro elementi che costituiscono l'Universo: la terra - lo stoppino; l'acqua - la cera fusa; l'aria - il fumo; il fuoco - la fiammella.

Ma perché le candele sono magiche?

Per rispondere a questa domanda basterebbe spegnere la luce ed accendere una candela. Oppure immergersi in una bagno caldo e profumato, illuminati solo dalla brillio di qualche fiammella. Subito l'atmosfera cambierebbe, il respiro, i contorni dell'ambiente circostante apparirebbero diversi, così come i vostri sensi.

L'atto di accendere una candela è di per sè già un gesto dal contenuto fortissimo. Innesca e accompagna l'inizio di qualcosa, un cambiamento, una partenza: il motore magico dei nostri desideri che si carica e si mette in movimento, prendendo una direzione positiva verso il loro compimento. In più, nel linguaggio simbolico dei sogni e delle fiabe la candela diventa l'emblema dell'uomo stesso: l'anima è la fiammella e la durata della vita è paragonata a quella del cero che di regola si consuma lentamente trasmettendo tutt'attorno la sua luce, ma può anche spegnersi all'improvviso con un colpo di vento.

Ma vediamo meglio da cosa deriva la magia delle candele.

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Gli elementi magici delle candele

In tutte le tradizioni, religiose e magiche, il fuoco è l'agente di trasformazione per eccellenza: cuoce la zuppa, fonde i metalli, consuma i corpi dei morti, purifica tutto ciò che tocca e divora, tanto che in greco "fuoco" suona pur, da cui il vocabolo puro. Il fuoco dei sacrifici, da quelli umani dei fenici a quelli vegetali della puja indiana, fino alle offerte di incenso e altre resine profumate, trasporta verso l'alto le preghiere e gli omaggi dell'uomo agli dèi, ricreando col semplice gesto di accenderlo e consacrarlo l'arcaico patto di alleanza tra il cielo e la terra. La luce inoltre significa spirito, virtù, speranza, è la manifestazione dell'intelligenza contro le tenebre dell'ignoranza, del bene contro il male, della serenità contro la paura. Nel suo colore bianco c'è la sintesi di tutte le possibilità, tutti i colori dell'arcobaleno si fondono in luce, essa è energia cosmica, forza creatrice, irradiazione.

La cera è il prodotto di uno stato perfetto, quello delle api. Nell'antico Egitto le api venivano allevate e considerate sacre. Erano il simbolo delle lacrime del dio Sole e la loro figura stilizzata era il simbolo geroglifico dei re. In Cina le api diventano un simbolo d'amore, perché succhiano il fiore come l'innamorato fa con l'anima dell'amata, alimentandosi del suo sentimento.

Napoleone prendeva ispirazione dall'ordine e dalla regalità dell'alveare. Ne ero così tanto ammirato che si faceva ricamare api anche sui tappeti.

Lo stoppino.è il simbolo stesso dell'energia vitale dell'uomo. Finché c'è stoppino da bruciare la cera fonda e dà luce, altrimenti la fiamma si spegne.

Il profumo. Nei rituali antichi, soprattutto di area mediorientale, il profumo svolgeva un ruolo da protagonista, lo si versava sulle statue degli dèi o lo si faceva cadere a pioggia durante le processioni, serviva per imbalsamare i morti e per purificare le tombe.

Il colore.Allo stato naturale la cera vergine è bianco-giallino, è abitudine antichissima colorarla, un tempo con pigmenti e sostanze tintorie tratte da piante e minerali polverizzati, oggi, purtroppo con coloranti sintetici, che ne abbassano il livello energetico e ne modificano l'aura. Tuttavia il colore concentra e ritrasmette le onde elettromagnetiche degli astri, riequilibrando dapprima i centri energetici sui corpi sottili, poi su quello fisico.

Scherziamo col fuoco: rituale con le candele

Da sempre l'uomo è affascinato dal fuoco e dal suo straordinario potere. Gli uomini primitivi lo consideravano una divinità, tanto che iniziarono ad utilizzarlo oltre che per le esigenze di vita, anche per interpretare il futuro. Nasce così da allora, un'arte mantica chiamata piromanzia: divinazione per mezzo del fuoco. Gli antichi adottavano diversi modi per leggere i presagi futuri nel fuoco. Spesso vi gettavano della pece tritata e osservavano in che modo il fuoco si accendeva. Se la combustione avveniva in modo rapido ne traevano un buon augurio. Altre volte cospargevano le torce con la pece e osservavano l'andamento della fiamma che veniva sprigionata. Ma divinare col fuoco si può anche senza accendere grandi falò ma semplicemente stando a casa ed usando una semplicissima candela.

Ora se vi va di provare la magia della candele seguite attentamente i passi di questo piccolo rituale divinatorio. Scegliete la candela del colore più adatto al vostro segno zodiacale e al pianeta che lo governa. Avendone la possibilità, la lettura andrebbe effettuata nel giorno della settimana che da quel pianeta trae nome, ovvero lunedì se si tratta della Luna, martedì di Marte, mercoledì di Mercurio, e così via. Scegliete un luogo tranquillo dove non si avvertano odori né correnti d'aria che potrebbero alterare l'andamento della fiammella; purificate l'ambiente bruciandovi un bastoncino di incenso o spruzzandovi eventualmente qualche goccia di acqua santa. Sgombrate un piano d'appoggio e copritelo con un drappo scuro, ponendovi al centro la candela colorata. Se poi vi piacciono le cose complicate, circondatela con altri tre ceri bianchi o argentati, disposti a triangolo con il vertice in alto. Fate penombra nella stanza, quindi sedetevi davanti alle candele, cercando una posizione comoda ma con la schiena sempre ben eretta e cominciate a rilassarvi, rallentando e controllando il respiro. Per far questo inalate lentamente l'aria dalle narici ed espiratela rapidamente dalla bocca; ora non vi resta che porre la domanda, a occhi chiusi e con termini semplici e chiari, chiedendo alla candela, in nome del potere del fuoco, di darvi un responso semplice e veritiero. Pronunciate infine il vostro nome e cognome ad alta voce, riaprite gli occhi e restate in attesa, con lo sguardo fisso sulla candela colorata.

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Ecco le risposte che potrete leggere nella fiamma:

  • fiamma che aumenta all'improvviso di intensità: progetti che non andranno in porto, avviso di pericolo, invito a valutare e selezionare relazioni amorose e amicizie, intralci inattesi;
  • fiamma che scoppietta: ritardi nei progetti dovuti a errori di valutazione;
  • fiamma che si spegne all'improvviso: grossi problemi, difficoltà cui non si è preparati;
  • fiamma che si muove da destra a sinistra: delusione sentimentale, tradimento o rottura in vista;
  • fiamma che si muove da sinistra a destra: buone notizie in arrivo, ottimo presagio per l'amore, fedeltà del partner garantita;
  • fiamma che si muove a zig zag: progetti o idee interrotte, tradimento di una persona vicina;
  • particolare luminosità nello stoppino: fortuna materiale, progetti in via di realizzazione;
  • fiamma che si alza all'improvviso: successo in amore, riconoscimenti nel lavoro;
  • fiamma che si alza ma poi si abbassa all'improvviso: contrasti familiari, amicizie incostanti, unione solida ma turbata da squilibri;
  • con dei punti luminosi ben visibili sullo stoppino: svolta fondamentale della vita, nuovi contatti, amici e figli in arrivo;
  • fiamma vacillante: contrattempi, cambiamenti inizialmente sgraditi;
  • fiamma biforcata: decisione fondamentale per il futuro professionale;
  • fiamma azzurrognola: segnale positivo, rapporti sereni con l'entourage;
  • fiamma a spirale: rivalità e inimicizie da tenere sott'occhio;
  • fiamma che produce scintille: notizie spiacevoli in arrivo
  • fiamma che si allarga a raggiera: malesseri, squilibrio psicofisico da non sottovalutare;
  • fiamma che si allunga insolitamente: successo professionale, prosperità, felicità in ogni campo;
  • fiamma che si alza e si abbassa a fasi alterne: rischi e imbrogli, persone di cui diffidare;
  • fiamma che splende abbagliando: tradimento in amore;
  • fiamma che si spegne e si riaccende soffiandoci sopra: colpo di fortuna
  • fiamma che si allarga a fungo: buoni investimenti, affari e contratti vantaggiosi.

Una candela per i nostri antenati

Non dimentichiamo che Novembre è il mese in cui si ricordano le persone che ci hanno lasciato. Usiamo le candele per ricordare i nostri cari, onorare il nostro passato, le nostre radici.

Senza le radici un albero non può essere ben saldo e protendere i suoi rami verso il cielo. Così siamo noi. Se non ci fossero stati i nostri antenati, con le loro vite difficili, i loro sacrifici, le loro lotte, sconfitte e vittorie oggi non saremmo quello che siamo. Perciò ricordiamoli e ringraziamoli tutti per ciò che ci hanno donato.

 

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