• Scritto da: Laura Tuan
  • Pubblicato In: Astrologia
  • Data Pubblicazione: 2019-07-26
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Le fatiche di Ercole attraverso i segni zodiacali

Se nel mito greco l'eroe Eracle (diventato Ercole nella mitologia romana), figlio di una mortale, Alcmena e del divino Zeus, si identifica con il Sole, le dodici fatiche cui lo sottopose il re Euristeo, presso cui stava a servizio, al­tro non sono che le dodici esperienze zodiacali (i dodici segni attraversati dal Sole nel suo apparente cammino lungo l'eclitti­ca), intese come prove evolutive dell’anima.

Dietro a ogni fatica c’è dunque un mito stellare, le costellazioni, ravvisabili nei nomi dei personaggi, che tramontano e sorgono in quel determinato periodo dell'anno.

Le fatiche di Ercole, punto di partenza del mito

Il mito solare di Ercole risale all'epoca mitica di Atlantide, ( 8000 a.C) quando l' equinozio di primavera cadeva in Leone. Non a caso a Delfi e ad Atene il capodanno veniva festeggiato in e­state. Quindi il punto di partenza delle dodici fatiche, le 12 esperienze , simili a 12 colori, sperimentate dall'anima nel cor­so di varie esistenze è il Leone.

ll segno del Leone e la prima fatica di Ercole

Il segno del Sole ma anche dell'orgoglio e dell'ego è la prima tappa della lunga purificazione alchemica che scalpella e leviga l'anima individuale fino a ri­condurla al tutto.

Da qui, per guadagnarsi l'ascesa al cielo, superando la natura umana ereditata dalla madre mortale, Ercole deve poi toccare tut­te le tappe, trasmutarsi attraverso le dodici prove con il co­raggio del Fuoco, la costanza della Terra, l'intelligenza dell'A­ria e la percettività dell'Acqua.

Soltanto dopo il superamento dell'ultima fatica, avrà diritto di unirsi alla sposa Ebe, la dea della giovinezza e del rinnovamento, realizzando, attraverso que­sto matrimonio simbolico, la coincidenza degli opposti: l'essere androgino, evoluto e perfetto

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Le fatiche di Ercole metafora di un viaggio iniziatico

Anche sul piano umano, il passaggio karmico attraverso i vari se­gni zodiacali è sempre segnato da una "fatica", una prova inizia­tica, caratterizzata dai simboli archetipici che vi stanno dietro. Tutti abbiamo infatti il nostro lavoro da compiere, i trofei da conquistare, i mostri da vincere, per estrarre e potenziare la parte migliore di noi stessi, in cammino verso l'essere integrale a cui tendiamo.

Le dodici fatiche di Ercole e i dodici segni zodiacali.

Ecco l’elenco delle dodici fatiche collegate ai dodici segno zodiacali:

  • Leone: il leone di Nemea
  • Vergine: l'Idra di Lerna
  • Bilancia: il cinghiale di Erimanto.
  • Scorpione: la cerva di Cerinea ovvero la cattura della serpe con le corna d'oro.
  • Sagittario: gli uccelli del lago di Stinfalo.
  • Capricorno: pu­lizia delle stalle di Augia, il figlio del Sole.
  • Acquario: conduce il Toro di Creta a Maratona e uccide l'avvoltoio.
  • Pesci: le cavalle di Diomede.
  • Ariete: il cinto di Ippo­lita.Combatte le amazzoni e libera la fanciulla imprigionata
  • Toro: conquista dei buoi di Gerione.
  • Gemelli: discesa a­gli inferi e trionfo su Cerbero.
  • Cancro: le mele delle Esperidi.

Il segno del Leone, prima fatica di Ercole

Le dodici fatiche di Eracle iniziano con il leone di Nemea, probabilmente perché come abbiamo spiegato sopra un tempo l’equinozio di primavera cadeva nientemeno che nel segno del Leone.

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Il Leone di Nemea

Pare che si debba a quest’epoca la costruzione delle piramidi e delle sfingi e la nascita di grandi imperi, imperniati sul potere spirituale di matrice solare.

La fatica del leone di Nemea, che terrorizzava tutta la regione, mietendo numerose vittime, simboleggia fondamentalmente il lavoro che attende ogni persona posta di fronte al proprio lato ombra, ai propri difetti e al proprio orgoglio, che le impedisce di notarli.

Dopo averlo rincorsa a lungo e inutilmente, Ercole vince il leone con l’astuzia. Egli infatti, dapprima chiude tutte le uscite secondarie della tana. Dopdiché entra ad affrontare la bestia direttamente dall’uscita principale. Lo affronta senza armi, lo strangola a mani nude, guardandolo fisso negli occhi, proprio come ciascuno dovrebbe guardare sé stesso allo specchio.

Quindi, dopo averlo ucciso, lo scuoia incidendone la pelle direttamente con il suo artiglio. Da quel momento la pelle dell’animale vinto diventerà l’unica vesta che Ercole indosserà mentre la sua unica arma sarà una clava scolpita nel legno d’ulivo: l’albero della saggezza e della pace.

Dopo questa prima fatica, Ercole si addormenta e riposa per un intero mese, vale adire un ciclo lunare, dettaglio che reca in sé un insegnamento prezioso: dopo aver svolto un compito impegnativo e aver compiuto una grande azione, bisogna dare a sé stessi e al corpo il giusto riposo,poiché yang e yin, luce e buio, giorno e notte, azione e inazione, nella vita dell’universo si devono sempre alternare per mantenere l’equilibrio.

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