• Scritto da: Viviana Bertoglio
  • Pubblicato In: Meditazione guidata
  • Data Pubblicazione: 2020-07-08
  • Hits: 347
  • Commento: 0

Meditazione guidata autostima: sono o mi sento triste?

Ecco il video con la meditazione guidata:

 

Questa sera per la meditazione ho pensato di fare un lavoro con il subconscio.

Parliamo spesso del fatto che il subconscio spesso ci boicotta. Tuttavia anche la mente conscia a volte ne combina qualcuna.

In particolare vorrei parlare di quando non facciamo attenzione alle parole che usiamo e sono solitamente delle espressioni abbastanza automatiche che coinvolgono il subconscio.

Se per esempio una persona ci chiede “come stai?”, ci viene naturale rispondere con frasi del tipo “sono triste”, “sono depresso/a” o “sono preoccupata/o”.

Come usare la meditazione guidata per trasformare le emozioni negative

Quando parliamo di emozioni, quando manifestiamo o discutiamo con gli altri delle emozioni negative occorre fare molta attenzione alle parole che usiamo perché  le parole che usiamo costituiscono una programmazione subconscia.

Se ripetiamo tutti i giorni automaticamente le stesse parole, è come se stessimo dando degli ordini a tutte le cellule del nostro corpo.

Se diciamo che siamo tristi, automaticamente succederà che diventiamo sempre più tristi.

Quando concentri i tuoi pensieri su qualcosa, questo si amplifica!

Quindi possiamo dire qualcosa di diverso, ma il dire qualcosa diverso non vuol dire far finta che vada tutto bene. Dire “io sono felice”, quando non è vero non funziona.

Si tratta di trovare un verbo giusto, purché non diciamo “io sono triste”.

Se siamo fortemente connessi con la nostra anima, sappiamo bene che l’anima è immortale e non è un’emozione negativa.

Dire una frase che inizia con “Io sono”, significa pronunciare due parole che parlano dell'essenza di noi stessi, quindi vanno a incidere profondamente su di noi.

Se questa frase si lega a emozioni negative come la tristezza o la depressione, non è l’anima che parla ma il nostro ego. Ecco perché stiamo dicendo qualcosa di sbagliato. Non solo lo stiamo dicendo ma stiamo facendo una vera e propria programmazione.

Dobbiamo quindi essere consapevoli delle nostre emozioni e delle nostre parole. Essere consapevoli vuol dire dissociarsi da ciò che proviamo e da ciò che viviamo, per cui invece di dire “io sono triste”, possiamo dire, per esempio, “io mi sento triste”.

Basta cambiare la parola “sono” con la parola “sento”, perché vuol dire “io sento tristezza”. In questo modo tiro fuori da me questa tristezza come se fosse un personaggio o un'entità o un’essenza che non sono io, è qualcosa di diverso da me . E’ qualcosa che in questo momento sto sentendo ma non sono io, non mi identifico con questo sentimento.

Possiamo quindi dire: “io sento tristezza”, “sento depressione” o “sento preoccupazione”.

Se ci abituiamo a parlare e definire queste emozioni in questa maniera siamo già sulla strada giusta per andare oltre.

Il passo successivo è quello che faremo nella meditazione.

Non sarà una meditazione troppo lunga perché vorrei che quando provate una di queste emozioni negative o anche altre, potete riuscire a trasformarle velocemente. Per questo la meditazione durerà 10/15 minuti al massimo.

Se desideri ricevere la meditazione in formato mp3, scivi una mail a viviana@phedros.com

Come trasformare la frustrazione in contentezza

 

Lascia un commento